Roma città aperta
Roma città, un film di grande potere e uno dei film italiani più riconosciuto e rispettato. Questo film di Roberto Rossellini esplora l'effetto della guerra sulla vita della gente quotidiana. Su uno sfondo storico si intrecciano le vicende di Pina (Anna Magnani), Franceso, Manfredi e Don Pietro. Ambientato a Roma durante gli ultimi anni della Seconda Guerra mondiale, segue la lotta personale e individuale dei diversi personaggi, ognuno di loro subendo l'influenza dell'occupazione nazista. E insieme la storia di una città e di una nazione che tenta di capire gli eventi della guerra e allo stesso tempo di riprendersi e di guardare verso un nuovo futuro. Il tema predominante del film è quello della Resistenza, cioè la lotta collettiva del popolo italiano. Malgrado la sua apparenza documentaria, il caratteristico sicuramente che più lo associa alla stilistica neorealista, la realtà viene rappresentata in Roma città aperta non attraverso la ripresa oggettiva dei fatti ma attraverso l'intrecciare di realtà e finzione, e grazie a una ben precisa scelta stilistico-espressiva. Così Rossellini riesce a trascendere e il cinema e la vita per aggiungere a una verità essenziale e profonda. |
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La Strada
La Strada di Federico Fellini è uno dei film più imortanti del cinema italiano del dopoguerra. Era questo film, costruito su un fondamento solido neorealista, tuttavia andando oltre le sue confini, - con una narrativa quasi di fiabe, dei personaggi le cui vite illuminano le verità elementari della condizione umana - che rivelava il totale della richezza astetica del Neorealismo proprio nello stesso momento in cui Fellini lo stava trasformendo in qualcosa di altro che una documentazione fedele della realtà quotidiana. E questa qualità narrativa e visuale, a volte capricciosa, a volte eccentrica nel lavoro di Fellini che lo distingueva dai altri registi neorealisti, e che puntava nella direzione di stili futuri nel cinema mondiale. Benché sia chiaro che i protagonisti e la narrativa sono situati nella società italiana del dopoguerra, La Strada è sempre riuscito a trasmettere agli spettatori un significato universale. Essenzialmente, La Strada verte su diverse modi di essere umano, su tre modi diversi di interagire con gli altri esseri umani, e quindi su tre modi diversi di trovare il significato nell'esistenza umana. Attraverso l'espressione poetica di Fellini la vita diventa un viaggio, durante la quale il modo in cui si tratta gli altri risulta dalla misura della nostra felicità. |
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C'eravamo tanto amati
C'eravamo tanto amati (1974), il film più recente nella programma del corso, tratta del trascorrere delle vite di tre amici, Antonio, Gianni e Nicola. Tutti ex-partigiani, si sono diventati amici durante la guerra mentre combattevano contro i nazisti. Alla Liberazione si perdono di vista ma tutti i tre hanno, in tempi diversi, una storia con Luciana, aspirante attrice che rappresenta una presenza costante nel loro mondo che sta sempre cambiando. Il film segue le strade diverse che prendono i tre uomini negli anni del dopoguerra in modo che mostra come la storia - il tempo e la società - li ridimensiona. C'eravamo tanto amati è importante non solo per il fatto che presenta un discorso retrospettivo sulla storia politica e sociale di trent'anni cruciali della storia Italiana, ma perché simultaneamente ci fornisce un discorso sul cinema come mezzo di communicazione e possibile strumento per il rinnovamento culturale. |
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